Nell'estate del 1704, a trentacinque anni dalla funesta eruzione del marzo 1669, una donna del nuovo villaggio di Massannunziata trasmette ai suoi compaesani una ispirazione ricevuta dalla Vergine Ss.ma. Con insistenza li incoraggia a tornare a scavare tra le sciare della distrutta Mompileri per ritrovare la marmorea immagine cinquecentesca della Madonna delle Grazie e indica il luogo in cui intervenire.
Il 18 agosto (ma l'anniversario dell'evento verrà ricordato nei secoli a venire la terza domenica di agosto), sotto quindici metri di lava pietrificata, la piccola spedizione si imbatte in un piccolo antro che sembra formatosi proprio a custodia della sacra immagine, attorno al suo altare, dentro quel santuario che in passato aveva accolto folle devote.
In pochissimo tempo sorge un luogo che possa custodire il prodigioso simulacro e accogliere i pellegrini che immediatamente ricominciano ad accorrere da ogni parte. Inizia la storia della nuova Mompileri, terra scelta da Maria, già nei secoli precedenti per compiere i suoi prodigi, e invitare i figli alla conversione. Tra gli innumerevoli pellegrini che accorrono (spesso a piedi scalzi tra le lave taglienti) per sperimentare la gioia dell'incontro con la Madre, si ricorda il beato card: Giuseppe Benedetto Dusmet, arcivescovo di Catania. Il suo successore, card. Giuseppe Francica Nava, il 1° agosto del 1923 ratifica con decreto ufficiale il sentimento del clero e dei fedeli che considerano Mompileri il Santuario Mariano "per tutta la Diocesi". L'attuale Pastore della Chiesa di Catania, mons. Salvatore Gristina, vi guida ogni anno il pellegrinaggio di tutta la Diocesi durante il quale affida alla Madonna gli orientamenti per il suo cammino pastorale.
Da uno scritto del sac. Giuseppe Padalino, rettore del Santuario dal 1955 al 1998.
A Mompileri io Madonna dice il suo impegno dimadre a proteggerci e questa certezza è la speranza per i suoi figli. Perché fosse certa la sua materna presenza tra le genti dell'Etna e in questa sua Sicilia conservò intatta la sua statua sotto 15 metri di lava.
Non l'urto del fronte lavico né l'altissima temperatura e l'immensa quantità di calore distrussero la statua che lì era consacrata a raffigurarla. Ecco, contro ogni urto di circostanze negative, contro il fuoco di passione o insorgenza di tentazione, se ci consacriamo a Lei e l'invochiamo, la Madre di Dio ci salverà.
Dai Monti Rossi al mare era tutta una coltre di morte, la lava aveva coperto paesi fiorenti ed ubertose campagne. Ecco, quando il peccato ci ha vinti, quando il fallimento ci ha oppressi ed inutilmente abbiamo tentato di risalire dall'abisso della nostra miseria, non scoraggiamoci. Ricorriamo alla Madonna che dalla profondità lavica ha fatto risalire la sua statua: da ogni possibile sventura ci farà risalire col diritto di presentarci alla vita rinnovati dal sacramento della confessione. La certezza che la Madonna non ci abbandona ti nasce in cuore se vieni a pregarla in Mompileri, ove la invochiamo Madonna della Sciara. È lì, col suo Bambino distratto dall'allattamento, per un'uccellino di nido portatogli da qualche ragazzo del quartiere, e buona si affaccia alla tua vita.
Disposta all'ascolto, saprà dirti dolci parole delle quali abbisogni per aggredire la vita e forgiarla con la Grazia, modellandola al progetto di Dio. Vieni a pregare nella solitudine, qui, ove fra le sciare, maternamente la Madonna attende te, fratello nella fede